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Il Progetto 300ZX - Z32

 

La Fairlady Z32 fu concepita nell'ambito del progetto 901 voluto da Yutaka Kume,presidente della Nissan nel 1985; 901 stava per "Number 1 in automotive technology by 1990" (leader tecnologico mondiale entro il 1990).

Obiettivo del progetto Z32, quindi, era realizzare la granturismo perfetta.

Attorno a questo obiettivo, quasi 5.000 ingegneri furono coinvolti tra il 1986 ed il 1989.

Per non snaturare troppo lo spirito originario della 240 Z, e non trasformarla in una inaccessibile supercar, il progetto mantenne lo schema a scocca portante, proprio di una vettura di produzione di larga serie, ed il motore anteriore, che conferiva più semplicità di guida.

Tutto il resto, però, fu pensato per competere con i leader mondiali, in primis Porsche e Ferrari.

La 300ZX Z32 fu, in una sola parola, una rivoluzione. Non c'era auto all'epoca che la superasse in contenuti tecnici e, autolimitazioni a parte, in prestazioni. Innumerevole la lista delle anteprime tecniche mondiali, che riguardavano tutti i reparti della vettura.

Nel motore, 300ZX Z32 fu la prima auto al mondo dotata di turbocompressore e variatore di fase (lato aspirazione).

Eliminate le autolimitazioni che vincolano tutti i costruttori giapponesi di non superare i 210 kW, con un investimento modesto il robusto VG30DETT può essere portato senza timori affidabilistici ad oltre 500 cv, senza ausilio del NOS.

Nello schema delle sospensioni, 300ZX offriva sospensioni Multilink avanti e dietro: per avere un raffronto, solo 10 anni dopo si può trovare una simile soluzione su auto di larga serie.

Nel controllo di direzione, 300ZX era dotata di servosterzo ad azionamento progressivo e, soprattutto, del più avanzato sistema al mondo di 4 ruote sterzanti, capaci di agire in controfase con le ruote anteriori (super HICAS).

Ancora oggi questo sistema è insuperato: chi l'ha provato può testimoniare l'insolente facilità con cui anche un pilota della domenica può infilarsi nelle curve strette, ottenendo in risposta un bilanciamento stupefacente.

Questo stesso sistema di controllo le valse nel 1990 il titolo di auto più stabile al mondo. Nel telaio, 300ZX Z32 offriva per prima su una vettura di larga serie una struttura interamente di alluminio, così come di alluminio era il cofano motore.

Nel comfort, 300ZX era dotata di sospensioni controllo elettronico della rigidità (mercato USA) e di clima automatico.

Complice un telaio robustissimo, 300ZX poteva essere aperta in configurazione targa, godendosi il sole della California (o della nostra Italia) senza che scricchiolii e torsioni ne peggiorassero la precisione di guida. Persino l'impianto di illuminazione fu progettato per testimoniare il livello di eccellenza: copertura inclinate di 60° (il primato per l'epoca), e per la prima volta l'impiego di proiettori beamlight.

L'unica nota parzialmente negativa era rappresentata dalla massa che, per far crescere la dotazione della vettura e trasformarla in una comoda granturismo, era lievitata fino a quasi 1.600 Kg, non proprio un peso da sportiva.

Era il 1989, e fino al suo anno di dismissione, il 1996, 300ZX Z32 vinse praticamente tutto: per 7 anni di fila eletta "One of ten best cars in the world" da Car & Driver, due campionati IMSA, la 24 di Le Mans, etc.

L'ultimo modello importato negli Stati Uniti è stato acquistato dal Peterson Automobile Museum di Los Angeles. Una meravigliosa storia che finiva, un'altra pronta a nascere.

 

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